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Biografia 

Mi chiamo Valeria Sirigu provengo dalla Sardegna. La mia storia è molto emozionante e inizia il 23/08/1984. 
Mia madre Rita mi ha avuta a 19 anni, appena diplomata, dal ragazzo che amava, ma che l'ha lasciata a metà gravidanza per un'altra ragazza. Il 23 agosto del 1984 nasco io e il 23 settembre 1984 Rita compie 20 anni. Quindi è una ragazza inesperta di bambini, ma si rimbocca le maniche e insieme a mia nonna mi accudisce, imparando così ad essere madre. Mio nonno Giovanni non aveva accettato che la figlia più piccola e non ancora sposata avesse avuto a sua volta una figlia. Fino al giorno in cui (e nessuno sa il perché) io avevo pochi mesi e, mentre stavo piangendo, il nonno ha detto a mia nonna e a Rita: "Lasciatela a me: la bambina la prendo io!" e da quel giorno io e lui ci siamo voluti molto bene. Io, fino all'età di nove anni, ho vissuto a casa sua, quindi c'è stato un rapporto molto stretto, tanto che lui è stata la figura più importante della mia infanzia e quando è morto, nel 1997, per me è stato un durissimo colpo.  
Ma facciamo un passo indietro fino al 1985, quando mia nonna si è accorta che io avevo qualcosa che non andava, perché quando succhiavo il latte dal seno di Rita facevo troppo rumore e il latte mi usciva dalla bocca, poi non reggevo bene e dritto il capo e non facevo movimenti che i bambini "normali" riescono a fare. Da Nuoro mi hanno mandata a Roma e all'ospedale Bambin Gesù, dopo vari accertamenti, fanno la diagnosi di Schizoencefalia, una malformazione congenita del cervello, molto rara e grave, che comporta come conseguenza la tetraparesi spastica. Praticamente io non mi muovo bene e non parlo bene, infatti per comunicare uso varie forme di linguaggio, dai comunicatori vocali e non, allo sguardo e ai gesti. Comunque, nella mia sfortuna, mi sento fortunata rispetto ad altri casi, perché io ho una vita normale. Rita ha incominciato a leggere libri su questo tipo di patologie e una volta ha letto che alcuni bambini con queste infermità, poiché non possono avere uno sviluppo psico-fisico normale, hanno un'intelligenza inferiore alla norma. Quindi ha iniziato a comperarmi molti giochi didattici e a farmi andare ovunque: e da lì nasce la mia passione per i viaggi. Ho provato tutti i mezzi di trasporto, dalla nave all'aereo, dal treno alla canoa fino al barcone. Mi ha persino fatto salire tutti i gradini della cupola di San Pietro a Roma e mi ha portato persino in una grotta della Sardegna.    
Quando sono entrata alla scuola materna le maestre le hanno detto che io ero addirittura più avanti degli altri bambini e da allora, in seguito ai test intellettivi che mi hanno fatto, è sempre risultato che ho un quoziente intellettivo superiore alla norma. Per mandarmi alle scuole elementari ci sono state difficoltà, perché io devo avere un'assistente sempre a mia disposizione per accompagnarmi in bagno. Alle medie, invece, mi sono sentita molto sola, perché nessuno voleva starmi vicino. Quando ho conseguito il diploma normale di Ragioniere Programmatore (dove ho imparato un buon inglese sia britannico sia americano) è giunto il momento di scegliere la facoltà universitaria a cui iscrivermi. Ho scelto di studiare Giurisprudenza con indirizzo internazionale, perché la mia ambizione più grande sarebbe quella di andare all'ONU oppure al Tribunale Europeo dell'Aja in qualità di avvocato. Questo desiderio nasce dal fatto che a sedici anni ho letto Bruciata viva di Suad (io sono un’appassionata di cultura araba), è un libro davvero agghiacciante che ti fa capire come anche il semplice diritto alla vita sia negato a molte donne e bambine del Medio Oriente e quindi mi ha indotta a rimboccarmi le maniche per poter fare qualcosa in loro aiuto.   Oppure sono anche interessata alla criminologia clinica e psicologia giuridica (adoro medicina legale). I miei docenti di medicina legale mi hanno consigliato di fare un Master, perché dicono che sono molto portata per diventare profiler poiché non mi impressiona nulla, quando c'è da assistere a un'autopsia o a scene di delitti o a un interrogatorio di persone disturbate sono molto tranquilla; in più, uno dei capitoli del libro di medicina legale riguarda le parafilie, che sono la mia passione. Tutti mi dicono che mi piace il rischio e che sono molto coraggiosa. La mia assistente mi chiede come faccio ad occuparmi di certe cose prima di pranzo e di notte. Sono iscritta all'ICAA (International Crime Analysis Association), dal 2013 è diventata Crime Cafè.  
Inoltre il diritto è sempre stata una mia filosofia di vita. A Nuoro Giurisprudenza non c'è, quindi sono andata a Cagliari. Io volevo avere una vita indipendente da Rita, abbiamo organizzato bene tutto. Quando vivevo a Cagliari, avevo una camera alla casa dello studente con le mie assistenti e Rita veniva solo ogni weekend. Ho pure vinto una borsa di studio ERASMUS per tre mesi a Siviglia. Ho imparato lo spagnolo e ho dato esami. Sono stata nominata socia onoraria dell'Associazione European Law Student's Association. In Spagna ci torno molto spesso e vorrei vivere lì, oppure in un altro Stato, una volta laureata. L'Italia non è un paese che fa per me, troppo incivile, non laico e corrotto.  
A proposito di coraggio e di rischio ho anche vissuto il terremoto di Bologna nel maggio 2012. Non mi sono spaventata, ho fatto tutto il necessario con la mia solita freddezza. L'unica cosa che mi dava leggermente fastidio erano i continui capogiri, perché essendo in carrozzina sentivo anche le piccole scosse pur stando ai piani bassi. Comunque ero molto tranquilla, anzi sono riuscita a twittare consigli anche per altri disabili. Durante quel viaggio è successo di tutto. Per esempio un'amica che viaggiava con noi è stata scippata; mentre Rita faceva compagnia a sua figlia, io sono entrata con questa amica a fare la denuncia, in quanto "esperta" di criminologia. Le cose più belle di quel viaggio sono state la visita all'Exposanità dove ho visto carrozzine meravigliose e l’aver conosciuto Carolyn Smith, che è una donna veramente stupenda e speciale.   
Dal 2012 scrivo articoli di giurisprudenza, criminologia, politica e relazioni internazionale per vari siti e giornali on line; in un certo senso ho realizzato il mio sogno.

Amo fare cose e gesti provocatori, infatti da certe persone non sono ben vista.     

PS: Nella mia storia mi sono dimenticata di dire che io sono stata la prima modella disabile di Nuoro e che per il mio futuro prevedo anche una figlia.     
Non ho detto che adoro guidare la mia speciale moto.  

UN GRAZIE ENORME A MIA MADRE!
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